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Adriano Paschetta, il vero rappresentante della sportività italiana in Cina/Adriano Paschetta and the Italian sportiness in China.

November 30, 2017

La scorsa settimana ho avuto il piacere di intervistare Adriano Paschetta, originario di Torino, un ciclone di passione e di energia, già noto alla comunità italiana di Shenzhen per i suoi messaggi del mattino, quelle note vocali e messagini carichi di positività che augurano il buongiorno agli Italiani del nostro gruppo wechat.

 

 

-Adriano raccontati ai nostri lettori,  da quanto sei in Cina? Cosa ti ha portato a Xiamen?

 

Sono sempre stato una persona intraprendente, sempre pieno di iniziative, ho sempre cercato di dar vita a situazioni e creare attività per promuovere la comunicazione e la coesione tra la gente.

 

Prima di arrivare in Cina ero in America, a San Francisco in California, dove ho vissuto per 12 anni, lì insegnavo sport, arti marziali e calcio all’università, e studiavo le tecniche di massaggio e agopuntura cinese. A quell’epoca ero uno studente e condividevo l’appartmento con altri ragazzi, uno dei miei coinquilini era proprio di Xiamen.

 

 Io, da tipico Italiano, amavo cucinare ed ogni pasto era l’occasione giusta per stare con gli altri; cucinavo un po’ per tutti ed il mio conquilino cinese era quello che lo apprezzava maggiormente! Questo ragazzo mi raccontava che anche nella cultura cinese il pasto è un momento di condivisione, che bisogna trascorrere questo tipo di occasioni con gli amici e la famiglia. Di giorno in giorno  mi raccontava aneddoti sulle tradizioni cinesi, sul rispetto per la famiglia, per gli anziani, destando in me tanta curiosità ed interesse, tanto che un giorno ho deciso di seguirlo in un suo viaggio di ritorno in Cina.

 

All’epoca non conoscevo affatto la Cina, ero stato in Thailandia, Hong Kong ma mai in Cina, a quei tempi Xiamen si chiamava ancora Amoy.

 

Sai, io sono appassionato di bicicletta e amo viaggiare da solo, quindi nel ’97 decisi di intraprendere questo viaggio. Arrivato ad Hong kong vidi che per arrivare a Xiamen sarebbero stati 8 giorni di viaggio in bicicletta, 800 Km e quindi mi sono detto perchè no! In fondo quello non è stato il mio primo viaggio in bicicletta, 8 giorni di viaggio tra stradine e vicoletti, armato di tenda da campeggio e moka, seguendo una mappa cartacea e con nessuno che parlava inglese, una vera avventura!

 

 Arrivato a Xiamen mi sono iscritto all’università dove giocavo a calcio nella squadra degli stranieri e dove ho studiato agopuntura per tre anni, ho anche lavorato presso un ospedale locale perchè mi interessava molto vedere sul campo le applicazioni della medicina tradizionale cinese.

 

Io che sono un’amante di sport estremi, sono anche molto interessato a sapere come funziona il corpo e come viene curato anche in culture differenti.

 

Come ti dicevo questo non è stato il mio primo lungo viaggio in bicicletta, ho girato anche la Jugoslavia partecipando alla “Pedalata per la pace”, la pedalata cominciava da Faenza, durante questo viaggio ho avuto occasione di parlare con le persone che avevano vissito la guerra e che mi raccontavano delle bombe, delle violenze subite, davvero un’esperienza toccante…

 

Questo viaggio mi ha dato l’ispirazione per organizzare una pedalata “Xiamen/Pechino”: 3800 km percorsi in 35 giorni con il fine di raccogliere fondi per Project Hope, un‘associazione che mira a portare istruzione nelle aree rurali povere della Cina.

Siamo partiti in 15 dall’Università di Xiamen, io sono stato quello che ha spiegato ai partecipanti come affrontare questo viaggio e come godersi il panorama e la cultura di ogni piccolo villaggio che incontravamo.

 

-Com’è la vita a Xiamen?

 

Quando sono arrivato a Xiamen nel 1997 era un paese piccolo, 700mila abitanti adesso sono 4milioni, di Xiamen mi è subito piaciuto il clima caldo e le sue spiaggie. Non c’erano i grattaceli di adesso, oggi è una città molto moderna e ricorda un po’ Hong Kong; una delle sue attività principali è l’import/export di marmo.

 

-Da dove nasce questo tuo progetto di volontariato con bambini e disabili?

 

Insegnavo inglese in una scuola e conobbi un’insegnate di musica che mi parlò di una scuola di ragazzi sordomuti, mi diceva che loro venivano un po’ esclusi dalle attività sportive per la loro diversità, ma era sicuro che a loro avrebbe fatto piacere poter essere parte di una squadra.

 

Quindi sono andato lì e mi sono offerto come allenatore volontario, ma le cose non sono state semplici, io ho sempre lavorato gratuitamente e sono riuscito a trovare sponsor per le divise e le scarpe dei ragazzi, ma la scuola non sembrava molto collaborativa, non saprei dirti il perchè ma non si fidavono dello straniero, forse…

 

Nella mia esperienza ho notato che le partite di calcio locali finivano sempre a botte, non c’è quella sportività tipica delle squadre di calcio come all’estero, la stretta di mano a fine partita, esultare per il goal fatto da un compagno…manca molto il concetto di team, di gioco di squadra, rispetto per gli avversari e gli stessi compagni di squadra.  Quindi io ho cercato di spingere su questi concetti, riempivo i campi con striscioni “Be happy, Play football”, “Respect”, ho insegnato ai ragazzi ad esultare dopo un goal, a congratularsi con i compagni per una bella parata o una buona azione, ed infatti ho ricevuto molti consensi, e’ arrivata persino la TV ad intervistarmi, anche più di una volta, e questa popolarità mi ha aiutato anche a trovare sponsor che mi hanno permesso di dare premi ai vincitori.

 

 Ho fondato così la mia scuola di calcio chiamata in principio HFO, Happy Football Organizazion, e poi trasformata in FIFOX, richiamando la già esistente FIFA, ma personalizandola su Xiamen. Ho sempre definito la mia scuola di calcio come una scuola di vita, dove insegnavo ai bambini non solo a giocare a pallone, il gioco di squadra e i suoi principi, ma anche l’inglese, come comportarsi nelle situazioni di sconforto, come affrontare senza l’aiuto pressante dei genitori le varie situazioni in campo e non solo.

 

 

Ti dirò, ho avuto anche molte difficoltà a trovare i campi di calcio, non si fidavamo di me, dello straniero, non volevano fittarmeli, ma io non mi sono mai arreso, ho mandato il mio curriculum al Consolato italiano di Guangzhou, ho raccontato del mio progetto e dopo una settimana mi ha chiamato il FAO di Xiamen assegnadomi un campo.

 

Ho anche contattato il Vice Sindaco di Xiamen inviandogli tutto il materiale relativo le mie attività e dopo qualche settimana sono riuscito ad incontrarlo, lì alla riunione c’erano tutti i rappresentanti dei vari sport center che mi avevano negato il campo e, in sole 3 ore di riunione, ho avuto tutti gli spazi di cui avevo bisogno! Bisogna perseverare per ottenere quello che vuoi!

 

Ho avuto poi l’idea di organizzare una squadra di calcio di veterani cinesi e di portarli in italia cosi’ da potergiocare contro veterani locali e allo stesso tempo viaggiare in Italia e scoprire questa nuova cultura.

 

Per questo progetto ho contattato la UISP (Unione Italiana Sport Per Tutti) e CSI (Centro Sportivo Italiano), anche con loro ho dovuto penare, mandavo email e nessuno mi rispondeva, quindi come sempre mi sono dovuto rimboccare le maniche e contattarli ad uno ad uno, fino a quando non ho contatto il Presidente dell’associazione ed ho ottenuto risultati… esattamente come mi è successo in Cina!

 

-Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

 

Vorrei portare la mia squadra di bambini in Italia e per questo mi sto organizzando, ho già trovato location che potrebbero offrimi l’alloggio, ho anche contattato il comune del mio paese che mi ha offerto il patrocinato per il progetto.

 

 Ho persino contattato grandi squadre come la Juventus e il Torino, sai prima tifavo Juventus, ma poi ho scoperto che il Football Club del Torino è l’unico che sponsorizza una squadra di sordomuti, mentre la Juventus mi ha detto che loro non fanno charity...bah!

 

Altro mio obiettivo è creare un collegamento Cina/Italia, ma ben fatto! Come diceva Nelson Mandela “Sports has the power to change the world”, lo sport apre la mente e questa è una cosa fantastica, mi chiedo come mai nessuna istituzione sportiva Italiana non sia venuta ancora qui ad insegnare in Cina, credo proprio che manchi lo spirito d’iniziativa!

 

-In molti già ti conoscono per la tua positività e la tua energia, da dove arriva la tua carica?

 

La mia carica viene dalla felicità degli altri, vorrei che tutti fossero felici e contenti nella vita, mentre invece vedo che molte persone fanno di tutto per l’esatto contrario, quando sento quei genitori che dicono “non ho tempo perportare mio figlio alle partite” ed io sono lì a rimproverare i genitori ricordandogli che l’infazia è solo una e che il lavoro puo’aspettare! Perchè tenere i figli chiusi in casa quando possono correre, divertirsi e fare amicizia? Bisogna spendere “quality time” con i propri figli, ecco!

 

-Cosa vorresti dire ai nostri lettori?

Svegliamoci e cerchiamo di unire le nostre forze, rappresentiamo e diamo valore alla nostra cultura anche in altri paesi, mi piacrebbe organizzare un food festival Italiano qui a Xiamen, sarebbe bello anche organizzare un  bel campionato di calcio con le sponsorizzazioni delle aziende italiane in Cina!

 

Tutto il Team di ViviShenzhen ringrazia Adriano per la disponibilità e speriamo che questo suo appello arrivi a tutte le aziende Italiane sul territorio, sempre in gamba e auguri per i tuoi progetti!

Per avere maggiori info sulle modalità di sponsorizzazione e contattare

Adriano Paschetta
tel: 13015911270 Xiamen (China) 
www.fifoxiamen.com 
email: fifoxiamen@gmail.com
wechat: 13015911270
whatsapp: 008613015911270

 

Di seguito alcuni link che mostrano l’operato di Adriano

http://v.youku.com/v_show/id_XOTE5NTYzMDg0.html

 

 

http://v.youku.com/v_show/id_XOTAxNTI1NTc2.html?spm=a2h0k.8191407.0.0&from=s1.8-1-1.2

 

 

http://v.youku.com/v_show/id_XMTQzMTgxMTg3Mg==.html?spm=a2h0k.8191407.0.0&from=s1.8-1-1.2

 

Adriano Paschetta and the Italian sportiness in China.

 

Last week I had the pleasure to interview Adriano Paschetta, an Italian, originally for Turin, and a real storm of passion and energy. He is already known to the Shenzhen Italian community for his good morning messages, those happy messages loaded with positive energy that wake up the Italian wechat group every day.

 

 

-Adriano, please introduce yourself to our readers. How long have you been in China? And why in Xiamen?

 

I have always been a person full of initiative, always trying to create activities and situations that could generate cohesion and communication between people.

 

Before arriving to China I was living in US, in San Francisco California, where I lived for 12 years. At that time I was teaching sports, martial arts, and soccer, of course, at the San Francisco University, at the same time I was also studying Chinese techniques of massage and acupuncture.  As a student I was sharing the apartment with some roommates, and one of those was from Xiamen. I loved cooking and I believed that sharing a meal with friends was the best occasion for knowing each other and to stay together like a family. Of all my roommates, I noticed that the guy of Xiamen was fully sharing my philosophy: every day we were eating together and sharing info about our cultures. He told me about the Chinese concept of respect, of family, worship of ancestors, and telling me so many interesting tales so that I decided to follow him during one of his visits back to China.

 

Previously I’ve visited Thailand and Honk Kong, but I’d never been to China before. At that time Xiamen was called Amoy.

 

I really love biking and love travelling alone, so in 1997 I decided to start this adventure. When I arrived in Hong Kong I realized that to Xiamen I needed to bike 800Km of countryside roads and alleys for 8 days, but I had my camping tent and my moka, so it was ok for me. I managed to arrive safe and sound using a paper map and with nobody understanding what I was asking for…a real adventure!

 

After I arrived in Xiamen I enrolled at a university there. I was playing soccer on the foreign student’s team, I also studied acupuncture for 3 years. At the same time, I was working in a local hospital. I have been always fascinated by the different applications of Chinese medicine. I have a strong passion for extreme sports too, so it was also in my interest to understand how the body reacts under pressure and stress in situations and how medicine from different cultures deals with it.

 

As I was telling you, this has not been my first bicycle trip, I also rode around Yugoslavia during the “riding for peace” events: the trip started in Faenza. During the trip I had the chance to talk with local people about what they had experienced during the war. I listened to their tales about the bombs and the violence they suffered, it was a very touching experience… 

 

This trip inspired me for a trip from Xiamen to Beijing: 3800Km to be ridden in 35 days with the goal of fundraising for Project Hope, a charity association that aims to bring schools to children in Chinese rural areas. We left Xiamen University with a group of 15 bikers; since I was the only one with this kind of experience, it had been my task training the participants how to make and also how to enjoy this kind of trip, discovering the culture of all the small villages we were passing through.

 

-How is life in Xiamen?

 

When I arrived in Xiamen in 1997 it was a small village with about 700,000 people. Today it is a city with a population of 4 million. I immediately liked its weather and the beaches. There were no skyscrapers and tall buildings at that time. Now it is a metropolis like Hong Kong and one of its core business is marble import/export.

 

-How did your soccer classes for kids and disabled people start?

 

 

I was teaching English in a school and I met a music teacher, he told me about another school with deaf and dumb kids, and he told me that they were a bit excluded from sport activities because of their diversity. I was sure they would like the idea of being part of a team! So I went there, I offered to be a volunteer coach, but things were not so easy, I have always worked as a volunteer, not charging a penny, and I’ve always been able to find sponsors to get the team garments and shoes for those kids. The school didn’t seem to want to cooperate, I don’t really know why, I guess they didn’t trust me because I’m foreigner, maybe…

 

In my experience as a football coach I’ve noticed that in China all the matches ended in a bad way, with screams and fights, I haven’t seen that team sprits that is very common in western matches. There was no hand shaking at the end of the match nor cheering for the one that make a good pass or a goal…there was lack of team spirit and respect for teammates. So I had to push on these concepts filling the soccer field with banners saying “Be happy, Play football”, “Respect”, teach the kids to cheer for a goal, to congratulate their teammates and I got a lot of good feedback.  Even the local TV station came to check on my work, more than once! I have to say that this popularity also helped me to find new sponsors that gave me the possibility to reward the winning teams.

 

I founded my football school, in the beginning it was called HFO, Happy Football Organizazion,  then I changed the name to FIFOX, that remined the already existing FIFA but with a bit of Xiamen personalization. I’ve always defined my school as a “school of life”, where I’m not only teaching football, team spirits and its principles, but also teaching kids english, how to deal with any kind of situation and how to stand up from a fall without the help of their parents.

 

Truthfully, finding a field to play on and teach has never been an easy task, they didn’t trust me, the foreigner, they didn’t want to rent me the space, but I never gave up, so I sent my CV to the Consulate in Guangzhou and told them about my project,  after one week I got a call from the FAO and I got my field.

 

I have even contacted the Vice Mayor of Xiamen sending her all the material related to my activities. After a couple of weeks I managed to meet with her, and you know at that meeting there were all those sport center guys that didn’t want to give me the field…in just 3 hours I got what I was asking for! You always need to be perseverant to get what you want!

 

 

Then last year I got the idea of organizing a team of Chinese veterans and brought them to Italy to play and travel around, so that they could discover this new culture.

 

For this project I contacted UISP (Italian Association of Sports for Everybody) and the CSI (Italian Sport Center), and even though it hasn’t been so smooth with them, I got in touch with the president of those associations and finally I got my results...exactly like in China!

 

-What are your future plans?

 

I’d like to bring my kids to Italy and I’m organizing this project. I have already found some locations that could host us and got the support of my city in Italy.

 

I even got in touch with big soccer teams like Juventus and Torino. You know before I was a fan of Juventus, but then I discovered that Torino Football Club is already supporting a deaf and dumb team while Juventus told me they don’t do charity, so changing the team to cheer for has been a must!

 

Another target I have is creating a good link between China and Italy. Quoting Nelson Mandela: “Sports have the power to change the world”. Sports open your mind and this is a great thing, I don’t understand why there is no Italian sport institution here in China teaching sport as we do in Italy, I really think there is too much lack of initiative!

 

-Many people of the Shenzhen Italian community already know you for your energy, what is your source?

 

Seeing people happy, enjoying their life if what give me the energy, I’d like to see happy people around, but I’ve noticed that many concentrate their efforts on anything but their happiness. I get very pissed when I hear parents telling me “I don’t have time to bring my child to the trainings”, I always scold them telling that there is only one childhood and work can wait! Why keep your kid indoor when you can let them run, enjoy and make new friends? We need to spend more “quality time” with our kids!

 

-Would you like to say something to our readers?

 

We Italians need to wake up and unite our efforts to better represent and spread our culture in other countries, I’d like to organize an Italian food festival and a football tournament with sponsorship of Italian companies here in China!

 

The entire Vivi Shenzhen team thanks Adriano for his availability and we really hope that this call can get to all Italian but also other sympathetic companies here in Shenzhen, we sincerely wish you good luck for your projects! 

Here are the contacts of Adriano Paschetta to know more about sponsorship and his activities:

tel: 13015911270 Xiamen (China) 
www.fifoxiamen.com 
email: fifoxiamen@gmail.com
wechat: 13015911270
whatsapp: 008613015911270

 

As follow some links about his job:

http://v.youku.com/v_show/id_XOTE5NTYzMDg0.html

 

 

http://v.youku.com/v_show/id_XOTAxNTI1NTc2.html?spm=a2h0k.8191407.0.0&from=s1.8-1-1.2

 

 

http://v.youku.com/v_show/id_XMTQzMTgxMTg3Mg==.html?spm=a2h0k.8191407.0.0&from=s1.8-1-1.2

 

 


 

 

 

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