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Italiani a Shenzhen: volti ed esperienze di una comunità in crescita costante/ Italians in Shenzhen: stories and experiences from a growing community

June 21, 2016

Iniziamo oggi una nuova rubrica dedicata agli italiani che vivono e lavorano a Shenzhen. Ogni volta, intervisteremo nostri connazionali che si siano distinti nel loro lavoro, sia per risultati e successi sia per scelte individuali. La comunità italiana è decisamente cresciuta negli ultimi anni e Shenzhen è sempre più una meta internazionale per chi voglia eccellere e distinguersi nel proprio settore, ma non solo: giovani professionisti e neo-laureati vengono a Shenzhen per dare inizio alle loro carriere e per godere delle possibilità offerte da un tessuto produttivo che non ha pari al mondo.

Inauguriamo questa nuova rubrica con un profilo doppio: Guglielmo Sordi e Tommaso Masera. Due percorsi di vita e professionali differenti, non solo per un fatto anagrafico, ma accomunati dalle stesse passioni e idee: Guglielmo e Tommaso si sono conosciuti a Shenzhen e hanno dato vita a una fruttuosa collaborazione che li ha portati a creare il loro marchio, attoVerticale . L’orologio meccanico di loro creazione ha da poco debuttato in Italia e a Taiwan, dove sta raccogliendo un buon successo.

 

La prima parte è dedicata a Guglielmo Sordi.

 

 Vorresti gentilmente introdurti ai lettori di Vivishenzhen? Chi sei e di cosa ti occupi?

Guglielmo Sordi di Voghera (PV), 60 anni con studi di Filosofia. Produco orologi e ho una società con un ragazzo italiano, una ditta di design.

 

In che modo il trasferimento a Shenzhen ha rappresentato una continuità, se non un’evoluzione, del tuo percorso lavorativo?

Era impossibile proseguire il mio lavoro in Italia, tutto il tessuto produttivo era sparito. L’unico distretto produttivo era in Shenzhen e Dongguan. Con HK prima come capo commessa. La mentalità cinese di approccio pragmatico ha sicuramente aiutato lo sviluppo produttivo, del mio e degli altri settori. Quando dico produzione, parlo di design, ingegneria, qc e assemblaggio. Le componenti le facciamo con subappaltatori.

 

Quindi ti occupi dell’intero processo produttivo, dal design alla vendita?

No, facciamo in OEM o ODM (NdA, rispettivamente Original Equipment Manufacturer e Original Design Manufacturer, produttore di attrezzatura e design originali). Adesso stiamo cominciando a distribuire i nostri marchi. Il primo, appena uscito, si chiama attoVerticale. Comunque possiamo fornire dal concetto alla mass production. La vendita al dettaglio la stiamo sperimentando ora.

 

Da quanto tempo sei nel Guangdong?

Da 7 anni. Senza I cinesi di HK sarebbe stata molto più dura. Siamo stati la prima piccola azienda italiana ad aprire un sito produttivo a HK. Eravamo stati un piccolo case study alla Bocconi.

 

In che anno avete aperto?

1987. Io ho un fratello di 10 più giovane, che vive a HK dal 1987. La nostra esperienza qua è molto lunga. Abbiamo dei collaboratori cinesi di HK con noi da 20 anni. 

 

Quali erano i vostri ruoli, tuo e di tuo fratello, prima del tuo trasferimento?

Io ero il capo, mio fratello aveva solo 22 anni. Mi sono spostato in Cina dopo aver chiuso in Italia, una faccenda lunga e dolorosa. 60 dipendenti e 4 milioni di euro d’investimenti in alta tecnologia.

 

Come vedi il tuo futuro da imprenditore in Cina?

Limitato se rimane circoscritto all’esportazione. Infinito se rivolto al mercato interno.

 

Perché limitato nel primo caso?

Dipende molto da fattori personali e poi il sistema distributivo in occidente è vecchio, basta vedere l’enorme diffusione del settore online qui in Asia.

 

La seconda parte dell’intervista è dedicata a Tommaso Masera, designer con già una lunga esperienza qui a Shenzhen.

 

 Vorresti gentilmente introdurti ai lettori di Vivishenzhen? Chi sei e di cosa ti occupi?

Tommaso Masera (35 anni di Vigevano, PV): mi sono trasferito a SZ dopo un breve periodo in Brasile. Ho lavorato per circa 4 anni presso l’associazione del mobile di Shenzhen (SZFA). Nel 2011, con Guglielmo Sordi (conosciuto qui a SZ) apro uno studio di design, Masera Design Studio, che si occupa principalmente di design di orologi (ma anche mobili e stand fieristici) per brand internazionali: progettiamo dal concept fino al controllo dei campioni. Data l’esperienza accumulata lavorando a stretto contatto con il design e la produzione di orologi, abbiamo creato il nostro brand, attoVerticale: una collezione di orologi meccanici in alluminio colorato. Saranno presenti sul mercato italiano e Taiwanese da fine maggio. Parteciperanno inoltre alla design week di Firenze a metà giugno.

 

In che modo il trasferimento a Shenzhen ha rappresentato una continuità, se non un’evoluzione, nel tuo percorso lavorativo?

Sicuramente un’evoluzione. Ho imparato tantissimo lavorando in una delle città a mio avviso più interessanti per il mio lavoro e che offre spunti e stimoli, data la vicinanza alla produzione.

 

Da dove viene la decisione di spostarsi a SZ? Otto anni fa non era così famosa come lo è adesso.

Sono arrivato nel novembre 2007 quasi per caso. Anch’io non conoscevo la città e non sapevo cosa mi sarebbe aspettato. Sono arrivato la prima volta per seguire un progetto di mobile che uno studio di Milano stava conducendo con la SZFA. Finita l’esperienza sono rimasto a lavorare per l’associazione.

 

Integrarsi a SZ nel tessuto produttivo locale è stato difficile?

Più che difficile, non è stato veloce come lo potrebbe essere ora. Quando sono arrivato ero l’unico stranero del mio ufficio, wechat non esisteva e recuperare informazioni non era affatto facile. Il mio lavoro mi ha aiutato a conoscere diversi operatori con i quali ho instaurato un rapporto che continua ancora oggi e che mi ha portato a conoscere il tessuto produttivo locale e l’eccellenza dell’artigianato cinese.

 

Cosa ti ha fatto rimanere a SZ?

L’interesse per una città strana che mi affascinava e che ho imparato a conoscere. Con il passare degli anni, sono rimasto per la crescita professionale e per le opportunità lavorative, senza mai pensare che tutto fosse facile solo per il fatto di stare qua.

Come vedi il tuo percorso professionale nel prossimo futuro?

Nell’immediato futuro, c’e’ il lancio del nostro brand e di altri brand di orologi per marchi differenti.  Inoltre, stiamo collaborando per la creazione di una nuova linea di mobili che vuole integrare la tradizione, lo stile e le conoscenze di antiche tecniche cinesi con un design che possa soddisfare un mercato più giovane e tradizionale.

 

 A quale mercato è indirizzato il vostro brand attoVerticale?

Mercato internazionale. Abbiamo appena iniziato in Italia e Taiwan (Due mercati importanti per fashion e design. Italia per l’ovest, Taiwan per l’est.) Per la Cina, abbiamo appena iniziato a pubblicarlo su uno shop online dedicato al mercato locale.

 

 

 

Come vedi la tua carriera in Cina per il futuro?

Spero di continuare a crescere. Il mio sogno sarebbe quello di prendermi del tempo per viaggiare in Cina e poi tornare in Italia, ma facendo un vero e proprio viaggio che mi riporti lentamente a casa. Ovviamente la mia carriera la vedo tra Italia e Cina.

 

Che cosa hai scoperto o imparato di te stesso come designer qui in Cina?

Ho sicuramente fatto tanta pratica e avuto la possibilità di sporcarmi le mani e vedere da vicino la produzione. Ho imparato a essere più paziente e forse più costante.

 

In qualità di imprenditore, come vedi la possibilità’ di entrare nel mercato locale?

Più che da imprenditore, ti posso rispondere da designer: prodotti e settori diversi hanno diverse possibilità e logiche. In generale, è un mercato che sta cambiando velocemente come usi e costumi (oltre a un potere di acquisto in crescita anche tra i giovani). Qualche hanno fa, era un mercato decisamente più tradizionale.  Oggi, grazie alla crescita di un giovane ceto, il mercato è più ricettivo a nuovi prodotti e marche che abbiamo un forte appeal e originalità, e che siano riconosciuti come trend internazionale (anche se quest’ultimi appiattiscono il mercato).

 

Il giorno in cui rientrerai in Italia, cosa porterai nel tessuto lavorativo italiano della tua esperienza cinese?

La praticità e il coraggio di cambiare e tentare.

Grazie a Guglielmo Sordi e Tommaso Masera per la disponibilità concessa a Vivishenzhen.  

 

Italians in Shenzhen: stories and experiences from a growing community

 

We begin today a new column about Italians living and working in Shenzhen. We’re going to interview fellow Italians who stand out for their professional achievements and lifestyle. The Italian community has consistently grown in the last few years and Shenzhen has become an international destination for those wanting to leave their mark. New graduates and young professionals come to Shenzhen to kick-start their careers and to enjoy all the possibilities the city can offer.

 

Our first column is a double interview of Guglielmo Sordi and Tommaso Masera. Drawn together by similar ideas and passions, yet they couldn’t be any more different from each other. 

Guglielmo and Tommaso met in Shenzhen a few years ago and together began a rich partnership which resulted in the creation of their own brand, attoVerticale. Their mechanical watch just debuted in Italy and Taiwan, where it encountered a promising success.

 

On the first half, we’re going to interview Guglielmo Sordi.

 

Would you please introduce yourself to Vivishenzhen? What’s your story and what’s your occupation?

I’m Guglielmo Sordi from Voghera (PV), 60 years old and with an academic background in Philosophy. I make watches and co-own a design company with my fellow Italian partner.

 

How did your move to Shenzhen represent a continuity, if not an evolution, of your career path?

It was impossible to go on in Italy; all the production has just disappeared. There only known production district of many sectors, including mine, was in Shenzhen and Dongguan. The pragmatical  Chinese mindset certainly helped in building up our business. When I say production, I mean design, engineering, quality control and assembly. We now use subcontractors for the various components.

 

So do you deal with the entire process, from design to retail?

No, we mainly deal with OEM and ODM. We are only now beginning to distribute our brands. The first is attoVerticale. We can provide concept to mass production, but we are just now experimenting with retail.

 

 How long how you been in Guangdong?

7 years. Without access to HK, it would have been extremely hard. We are the first Italian small company to open in HK. We have even been the topic of  a case study at the Bocconi.

 

Which year did you start?

1987. My brother is 10 years younger and has lived in HK since 1987. We have come a long way. Some of our HK partners have been with us for 20 years now.

 

Before moving here, how were the  duties delegated between you and your brother?

I was the boss since my brother was only 22. I came here after closing up our company in Italy: a long and sad story. We had 60 employees and 4 million investment in technology.

 

How do you see your future in China?

Limited if only directed to exports, yet infinite if  we can branch out to the local market.

 

Why limited for the former?

It’s my personal taste of course, but the western distribution system is old: just consider the online sales here in Asia and how fast they’re growing.

 

Second half is dedicated to Tommaso Masera, a young designer with a long experience in Shenzhen.

Would you please introduce yourself to Vivishenzhen? What’s your story and what’s your occupation?

Tommaso Masera, 35 years old from Vigevano (PV): I moved to SZ after a brief stint in Brazil. I’ve spent 4 years with the Shenzhen Furniture Association (SZFA). I’ve opened my own design studio with Gugliemo Sordi (who I’ve met here in SZ) in 2011.  We mostly deal with watch design (but also furniture and stands for fairs) for international brands: we stretch from concept to QC. We’ve created our own brand, attoVerticale, after years of working on designing watches. It will be sold in Italy and Taiwan starting from May and  will  be show cased at the next Design Week in Florence in June.

 How did your move to Shenzhen represent a continuity, if not an evolution, of your career path?

Clearly an evolution. I’ve learnt a lot working in one of the most interesting and challenging cities for my industry.

 

Why did you decided to move to SZ? Eight years ago it was not as famous as it is now.

I arrived here in November 2007. At the time, I didn’t know much about the city and had no expectations. I arrived here to oversee a project for a Milano company in partnership with the SFZA. After the job was over, I stayed with the SZFA.

 

How difficult was it to find your place in the local scene?

More than difficult, it didn’t happen as quickly as it could have now. I was the only foreigner in my office at the beginning, we didn’t have wechat and collecting information wasn’t as easy. My job helped me meet several professionals, who I still work with today, and also helped me discover the excellence of the traditional Chinese design.

 

What made you stay in SZ?

For the fascination of a strange city which I learnt to know. After many years, I’ve decided to stay for the  professional opportunities, without ever thinking everything was easy.

 

How do you see your professional path for the future?

We’re launching our own brand and other products for different brands. We’re also working on the creation on a furniture collection which aims at integrating ancient techniques  with a modern and fresh design.

 

To which market is attoVertocale aimed?

International market. We’ve just begun in Italy and Taiwan (Two extremely important markets for fashion and design, Italy for the West and Taiwan for the East). As for China, we’re beginning to advertise our brand on a local online shop.

 

How do you see your career in the future?

I hope to keep on growing. My dream is to have time to travel around China and then to come back to Italy: a real and serious way back to my hometown. My career will be always between Italy and China of course.

 

What have you learnt about yourself as a designer in China?

I’ve worked a lot, had the chance to learn the ropes and had first-hand experience of the entire production process. I’ve learnt to be patient and consistent.

 

As an entrepreneur, how do you see the opportunity to breach into the local market?

I will answer you as a designer, more than as an entrepreneur: different products or business areas follow different logic. The market here is changing fast from a habit point of view (buying power is increasing among young consumers too). It was a more traditional market just a few years ago. Today, it’s more open to new products and brands both with an original appeal and recognized as international brands (although the latter smooths over the market).

 

What will you take with you from China, when you will move back to Italy?

A bit of pragmatism and the will to try and change.

 

A big thank you to Guglielmo Sordi and Tommaso Masera for their time.

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